Un itinerario e consigli di viaggio. La Puglia un posto in Italia da visitare.

(tempo di lettura 15 minuti – Here the English version)

Per tutti quelli che hanno iniziato o stanno per iniziare le loro vacanze in Puglia, un itinerario e qualche consiglio di viaggio.

Se l’arrivo è previsto all’aeroporto di Brindisi consiglio di affittare un auto in loco per visitare la Puglia on the road e cercare di vedere tante delle bellezze che questa Regione ha da offrire, ma in pochi giorni non si riesce a vederle tutte ovviamente. Un viaggio di otto giorni è sufficiente per innamorarsi perdutamente di questi straordinari luoghi, della disponibilità e meravigliosa attitudine dei pugliesi e per provare molte delle ricette che contraddistinguono questa terra.

Affittare l’auto. Noi abbiamo usato ParkinGO Brindisi, nessun problema di pagamento, prezzi onesti e bell’auto con aria condizionata indispensabile per un viaggio in Puglia a Giugno con 40 gradi.

Abbiamo dormito a Nardò, in questo appartamento trovato usando Airbnb.

Da provare: una bella escursione in barca, prenotando con anticipo sul sito Amare Salento. Prenotando questa escursione il gentilissimo proprietario vi farà avere anche un utilissimo catalogo con moltissime descrizioni delle città principali, utile come miniguida del posto. L’escursione in barca a Porto Cesareo é un percorso non troppo lontano dalla costa che permette di vedere l’isola dei Conigli, il trullo salentino e prevede tre immersioni in acqua, dove ammirare colonne greche sommerse, la Madonna protettrice dei naviganti in fondo al mare e l’isola della Malva. Alla fine viene offerto un aperitivo a bordo con Frisa leccese (una bruschetta con pomodoro sale e olio), taralli alle olive e anguria. Il capitano lungo tutto il percorso vi permetterà di scoprire le storie legate alle torri saracene e a questo tratto di mare all’interno di una riserva naturale.

Perché andare in Puglia?

Se non vi piacciono le vacanze al mare fermi nella stessa spiaggia tutti i giorni, ma sentite il bisogno di esplorare e vagare, scoprendo qualcosa di interessante ogni giorno questo é il posto che fa per voi, per me é stato perfetto.

Un itinerario possibile:

Prima tappa: dall’aeroporto verso Alberobello e poi Ostuni. Sera a Nardò.

Dove e cosa mangiare: la Puccia alla Lira in Via L.go Martellotta 67 a pranzo e alla sera all’Antica Trattoria Salandra in via De Michele (Piazza Salandra). Io l’ho trovata come ben recensita e a buon prezzo su Tripadvisor ed é stato così. Cibo casereccio, porzioni oneste per 22 euro in due.

Dire Alberobello é parlare di trulli, stradine e viuzze.

La storia dei trulli é affascinante. Durante il dominio del Regno di Napoli in questa zona, vinta come premio per aver partecipato alle crociate nel XIV secolo, per evitare di pagare i dazi imposti sui nuovi insediamenti, si studiò una struttura che permettesse di essere smantellata velocemente, un assemblaggio a secco usando la pietra calcarea, abbondante in quei luoghi. Le costruzioni divennero sempre più diffuse e ancora oggi sono usate come abitazioni e negozi. Un centro vivo e unico, sito UNESCO da non perdere. Molti trulli all’interno ospitano un mondo di storie di artigianato e di produzione, di gran cura, che mi ha ricordato le botteghe del Ricetto di Biella note ai biellesi e ai turisti che vi si recano, e mi ha riportato alla bellezza delle cose fatte bene e con pazienza, stando in una terra di casette con pietre ricche di storia, che quando le vedi non ci credi che le persone ci vivano dentro per davvero. Un posto quasi incantato.

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Alberobello ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Ostuni, un posto che se ti immagini la Grecia sei lì, tra casette bianche e viste mare. Arroccato su tre colli e tutto pieno di viuzze in saliscendi, la luce filtra tutta intorno e si riflette sui muri bianchi, che a volte si aprono a mostrare scorci di mare e di cielo, blu e azzurro, terso. Fiori colorati alle finestre. Un posto dove passeggiare. Sulla strada quaranta, chiamato dai locali “lu stradone”, si gode di una bella vista sul mare che al tramonto é ancora meglio.

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Ostuni ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Ostuni ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Lu stradone ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Lu stradone ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Nardó, fondata nel VII secolo da una tribù messapica diventa un’importante centro in epoca romana. L’architettura é principalmente barocca, con una meravigliosa cattedrale dell’XI secolo e il Castello dei nobili di Acquaviva del XV secolo, oggi sede municipale. Piazza Salandra é davvero affascinante, soprattutto di sera.

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Nardò ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Nardò ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Seconda tappa: da Nardò a Lecce, poi Otranto e Sant’Andrea.

Dove e cosa mangiare, per gli amanti delle colazioni: La colazione a Nardò fatela in un bel bar, Taurus, mangiate il pasticciotto e chiedete un leccese (per carità non chiedete un marocchino o un moka ndr, qui si chiama leccese, é diverso davvero dal marocchino torinese e anche dal marocchino italiano, pur essendo sempre un caffè con cioccolato e crema di latte, potete anche scegliere se averlo caldo o freddo, attenzione perché se lo chiedete freddo a volte vi daranno la crema di caffè, dal gusto molto simile alla Coppa del Nonno, ma molto diverso da un leccese freddo). Io il leccese freddo l’ho bevuto all’Oasi Bar a Lido Conchiglie e non me lo dimentico più.

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Per chi pensa che la colazione sia irrinunciabile e ama le colazioni soprattutto in vacanza, una colazione speciale ve la dovete fare al caffè Alvino in Piazza Sant’Oronzo a Lecce. Io qui ho scoperto il fruttone, un dolce dalla forma simile al pasticciotto ripieno di mandorle, marmellata e cannella, ricoperto di cioccolato, e niente, sono ancora con la bocca a cuoricino…!

Lecce ha il colore della pietra, la pietra leccese per essere precisi. E’ ricca di storia e passeggiando per le vie ci si accorge del suo grande passato. Nella Piazza sant’Oronzo si respira magnificenza. Qui si trovano le rovine dell’anfiteatro romano del II secolo, di riguardevoli dimensioni, e la Colonna di Sant’Oronzo che veglia sulla piazza. Da visitare é il Duomo, dove scoprire il barocco leccese, e un secondo teatro di epoca augustea.  La città é molto calma e la passeggiata nel suo centro farà scoprire anche alcuni negozi che vendono opere in cartapesta, una forma di artigianato tipica di questa zona.

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Lecce ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Lecce ©Michy_G_photo for WowingEmoji

A Otranto stateci e tornateci e se possibile fateci una vacanza intera. Il suo fascino é meraviglioso. C’è storia, cultura, siti da visitare, feste coinvolgenti, vita notturna e diurna, leccornie per tutti i palati e una bellezza in ogni angolo.

Qui io ho mangiato una burrata che se ci penso mi viene l’acquolina.

Otranto é una città di contrasti. Alla sua storia triste e insieme grandiosa che le fa da passato si contrappone il moderno divertimento, la leggerezza e spensieratezza che si vive attualmente qui. E’ una città magnifica sul mare, che si sviluppa tra spiagge e edifici storici, come il castello e la cattedrale. Il risultato di quest’amalgama tra nuovo e antico, moderno e tradizioni é meraviglioso. Le tradizioni sono un loro orgoglio e hanno una potenza tangibile, di allegria e di autenticità. Otranto la sera é viva, a fine Giugno si celebra la festa della luce, in onore dell’estate, al ritmo della pizzica e dei tamburelli, una gioia unica. A Otranto c’è la spiaggia con i lettini, le spiaggia libera e anche un bell’angolo di scogli. Poi più a nord c’é Sant’Andrea, un posto irrealmente bello, una porta di roccia bianca su un mare indimenticabile, in cui tuffarsi e nuotare e con cui diventare un tutt’uno. Mi sono innamorata ancora una volta.

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Otranto ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Tradizioni, Otranto ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Sant’Andrea ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Duomo di Otranto ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Terza tappa: Gallipoli

Un gioiello in cui perdersi, imparare cose nuove e dove rimanere ammaliati.

Dove mangiare: Vi posso suggerire un aperitivo al tramonto al Cafè del Mar, stuzzichini compresi 8 euro in due. Per cena invece non ho trovato un posto meraviglioso, ma penso che siano tutti molto buoni. Per il dopocena vi consiglio un gelato o un pasticciotto alla pasticceria Martinucci in Corso Roma e i panzerotti buoni buoni senza difetti della panetteria in Via Antonietta de Pace.

Gallipoli é davvero un posto magico, si dove ho mangiato tantissimo, ma anche dove ho visitato tantissimo e posso dire che questo é un luogo dalle molte anime. Gallipoli ha l’anima della tradizione, del fascino dei pescatori con le reti colorate al porto di mattina. Ha la cultura e la storia dei frantoi oleari, perché é vero che la Puglia produce un olio alimentare DOP, ma l’olio che si lega alla storia salentina ha anche avuto un uso diverso nel passato, l’ho scoperto grazie alle parole del ragazzo preparatissimo che vi da il benvenuto al Frantoio Oleario Ipogeo in Via S. Maria 9. L’olio lampante era quello usato per l’illuminazione, quello che ha permesso a Gallipoli di avere una quotazione alla Borsa di Londra, perché l’olio veniva fornito in tutta Europa. I tempi sono cambiati però, caduti in disuso con l’avvento del petrolio e del l’elettricità, questi frantoi sono ora solo un luogo da visitare, tanta conoscenza per solamente € 1.50,  una storia affascinante che io non conoscevo e merita di essere conosciuta.

Grazie al ragazzo abbiamo anche scoperto alcune notizie riguardo alla storia della città, ai suoi abitanti e alla chiesa di Sant’Agata, in stile barocco gallipolino, un barocco che mischia diversi stili ed é più ricco rispetto a un barocco tradizionale. Fate attenzione al soffitto, l’effetto legno é ottenuto con la sola pittura, straordinario.  Gallipoli antica é il vero gioiello, con le sue meravigliose chiese delle confraternite, una passeggiata tutto attorno all’isola /penisola lungo mare, il castello e il faro laggiù, sull’isola di Sant’Andrea, usata nel passato per pascolare greggi trasportate tramite imbarcazioni, attraverso una fonte di acqua dolce a nord dell’isola. Il faro é oggi alimentato da pannelli solari.

La sera l’isola tutto artigianato, storia e arte, si trasforma in un centro vivo di cantanti di strada e locali, che mi ha ricordato molto la zona Trastevere a Roma.

Assaggiata qui: la mozzarella ripiena, davvero ottima.

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Gallipoli, pescatori ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Gallipoli Sant’Agata ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Frantoio Gallipoli ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Gallipoli tramonto ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Quarta tappa: Porto Cesareo e Lido Conchiglie

Porto Cesareo la sera é un bel posto dove stare la sera e da dove partire per una gita in barca.

Dove e cosa mangiare: Per un gelato indimenticabile consiglio la Gelateria Imperatore in Piazza Nazario Sauro, io ho scelto un gusto insolito, condorello e fichi e mandorle, strepitoso! Per una buona cena Almanegra in Via S. Pellico 26, le orecchiette ai frutti di mare sono formidabili!

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Da Porto Cesareo partono numerose escursioni, quella che abbiamo fatto noi prevedeva un’immersione a scoprire colonne cadute in mare durante il trasporto dalla Grecia verso l’Italia per la costruzione probabilmente di una casa privata, troppo pesanti e ormai fragili per essere ripescate sono lì, da 2200 anni. un’altra immersione conduce alla Madonna benedetta e protettrice dei naviganti, vederla sott’acqua e raggiungerla é emozionante. E poi una terza tappa permette a tutti di scendere dalla barca, in acqua bassa, in un mare verde, con sfumature mai viste, così trasparente da vedere il fondo, disseminato di conchiglie.

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Spiagge e mare:

La costa ionica, principalmente sabbiosa.

Lido Conchiglie dove il mare era davvero caldissimo. Qui il mare si trova vicino alla strada, a bar e a servizi. Ci sono anche alcuni ristoranti vista mare.

Torre Lapillo (spiaggia lunghissima da Torre Lapillo a Torre Chianca) Dicono la parte migliore sia dove ci sono gli ombrelloni verdi, speriamo non cambino il colore 😉

Baia Verde, il nome, descrive appieno il colore dell’acqua.

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Baia Verde, Puglia ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Punta Prosciutto, una sua foto é quello che mi ha spinto qui e non ne sono rimasta delusa.

Porto Selvaggio, per qualcosa di un po’ diverso, completamente naturale, roccioso e interessante da scoprire. Dopo aver passeggiato in una fitta pineta per una mezz’ora si arriva in questo mare all’interno di una Riserva Naturale dove sono state scoperte alcune nuove specie animali e sono presenti grotte marine.

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Pineta Portoselvaggio Puglia ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Portoselvaggio Puglia ©Michy_G_photo for WowingEmoji

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Portoselvaggio Puglia ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Torre Sant’Andrea, sul mare Adriatico, una porta sul mare, un posto per fare tuffi dagli scogli e nuotare in un sogno.

Otranto, sempre sulla costa adriatica, offre una bella spiaggia e più in là gli scogli con un mare WOW.

L’acqua comunque non cambia molto, insomma sfumature dall’azzurro turchese al verde al blu, ovunque si vada. Il mare pare sia così bello perché nei suoi sotterranei ci sono fonti di acqua sorgente. Qualunque spiaggia o roccia si affaccia su una poesia d’acqua indimenticabile.

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Ed ecco qui la mia esperienza del tutto personale, come io ho scoperto la Puglia.

Era la mia prima volta in questo posto, dove ho desiderato di andare a lungo. La Puglia mi ha sorpresa e mi ha dato tantissimo. Non é la tipica vacanza al mare, relax e spiaggia, o meglio, è tutto questo ma anche molto di più. A differenza di altri luoghi qui, nel tacco di Italia, si respira tradizione, artigianato, amore per le cose fatte bene, orgoglio per la propria terra, conoscenza dei propri prodotti, storia, architettura e archeologia. Si vive la pienezza di ogni cosa bella.

E si, io ero in vacanza, ma ho notato subito la loro rilassatezza, la voglia dei giovani di raccontarti le loro passioni e di trasmetterti quel sole che hanno dentro.

Mi hanno parlato dei loro prodotti non per vendermeli, ma per farmeli conoscere, per dirmi quanto sono orgogliosi di avere cose così uniche e non é difficile capire perché. C’è chi ti vende il nocino di sua mamma o “la burrata fresca di stamattina”, il pesce pescato del giorno e perché no? il liquore al pistacchio. Il pasticciotto, il primo indimenticabile e tutti gli altri a seguire, con diversi gusti, ma medesima bontà. Le orecchiette con le cime di rapa o ai frutti di mare, la focaccia, le olive, i taralli, i mustaccioli o mustazzoli… il cibo da leccarsi i baffi, una festa di dolci e salati ognuno dal gusto unico. La puccia in panetteria ad Alberobello quando é pronta viene annunciata ad alta voce. Il prodotto è una parte della loro terra, te lo descrivono e raccontano con passione. Loro sanno che ha valore indipendente dal venderlo. Ma tu compralo, perché capirai che sono tutti soldi ben spesi in qualità insomma.

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I gusti del Pasticciotto, Puglia, ©Michy_G_photo for WowingEmoji

107_Puglia_ WowingEmoji Preparazione pasticiotto

La preparazione del Pasticciotto ©Michy_G_photo for WowingEmoji

Puglia, veniteci, andateci, stateci. I prodotti enogastronomici sono solo una delle ragioni per cui ti trovi bene, mangiare bene é per gli italiani sinonimo di benvenuto, di accoglienza di trattarsi bene.

La bellezza qui si misura anche in parole e in immagini e suoni che ti si imprimono nella mente. La Puglia stimola tutti e cinque i sensi. Canti di grilli, ulivi centenari, storie millenarie, tradizioni di cucina, ospitalità, un’ospitalità spontanea eccezionale e poi si, anche il mare, uno dei più belli mai visti e il sole, il cielo azzurro. Stare bene. Gente innamorata e felice che ti apre la porta non perché deve ma perché ci tiene. Cuori grandi.

Salento, sono partita pensando mare, ti ricordo pensando estrema bellezza.


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