Quando pensi che un genere non ti piaccia e poi te ne appassioni.

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Non ho mai letto gialli. Da piccola leggevo i Piccoli Brividi e c’é stato un periodo in cui mi ero appassionata del genere horror. Poi basta.

Semplicemente non mi sono più piaciuti. Sempre da piccola guardavo la Signora in giallo con Jessica Fletcher, ma i libri di quel genere proprio no, grazie.

Poi arrivo a Londra e mi prestano un libro, qui i gialli sono popolari e molto apprezzati.

Il libro si intitola “The girl with the dragon tattoo”, mai più potevo pensare che fosse “Uomini che odiano le donne”. Non mi sono informata e mi sono fidata di chi me l’ha prestato dicendomi che era un libro davvero avvincente, che non riesci a smettere di leggere.

Non l’avrei letto sapendo che libro fosse, tanto che in Italia ho evitato accuratamente di leggere il libro anche se era diventato molto famoso e di guardare il film. Mi fa star male guardare la violenza.

Non mi faccio impressionare quando i film o i libri parlano di difficoltà, di malattia, di problemi sociali, ma la violenza, gli omicidi, gli abusi sessuali, insomma quello che é criminale mi mette a disagio, mi mette ansia, quindi non lo cerco e non lo guardo.

Poi però leggo questo libro.

Pochi mesi dopo cercando libri per Kindle gratuiti (ce ne sono moltissimi su Amazon), trovo per caso “High heels in NY”, anche qui non mi informo più di tanto. Adoro NY e penso a una storiella di quelle leggere di vita semplice di due amiche a NY, una fa l’attrice, l’altra la designer di scarpe: é il libro perfetto per i miei viaggi al mattino in treno per andare a lavoro. Lo leggo. Non é quello che mi aspetto.

Ho imparato che non sempre i libri che mi aspetto siano belli lo sono, e sopratutto che non si può dire di no a un genere a priori, perché poi te ne appassioni e, come é successo a me, compri il secondo libro che é il seguito di un libro -serie (High heels in NY é primo libro-serie che io abbia mai letto) perché vuoi sapere come va a finire.

In fondo leggere é sempre stato per me aprire nuove prospettive, imparare qualcosa di nuovo, immaginare, vivere per un po’ con i personaggi una bella storia, o una brutta, non importa, riflettere e ridere di fronte a quella carta e quelle lettere stampate (ora con il Kindle dovrei dire quello schermo), insomma un bel passatempo e un bel modo di confrontarsi con altre realtà, se ben scritto ovviamente anche con descrizioni che a volte sono migliori di una fotografia.

Ho rivalutato il genere thriller e il genere giallo.

Ho imparato che quando i libri sono scritti bene, sono tutti belli.

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