Favole

[Read in English]

“E poi vissero felici e contenti.  ‘E poi?’ Me lo sono sempre chiesto”.

(L’ultima riga delle favole, M. Gramellini)

“Anch’io!” Ho pensato leggendo questo libro.

Nello stesso periodo ho iniziato a vedere la prima delle tre serie di Once upon a time, diretta da Adam Horowitz e Edward Kitsis, e non ho potuto fare a meno di riflettere, confrontare e meravigliarmi.

Le fiabe e i loro “dopo”. 

Mi sono appassionata a Once upon a time dove si rappresentano le storie più conosciute sotto un altro punto di vista e l’immaginazione da’ vita al proseguimento della storia in seguito al fatidico “e vissero felici e contenti”.

L’immaginazione viene srotolata laddove la fiaba era stata in silenzio e viene magistralmente inserita negli interstizi della trama delle narrazioni fiabesche note a tutti e presenti in noi intrinsecamente dalla nostra infanzia.

“Mi racconti una storia?” Lo chiediamo molto spesso da piccoli e ci procuriamo continuamente storie diventando grandi.

Once upon a time é voglia di fiaba e critica alla realtà allo stesso tempo. Propone l’immaginazione in termini di possibilità e speranza.

In questa narrazione, dove gli elementi combaciano e si intersecano in modo molto ben studiato, il potere più grande é credere e credere é la strada che conduce all’amore.

Anche Gramellini propone l’amore come centro:

“E’ sempre la stessa storia che si ripete in tutte le favole. Passa attraverso mille strade la verità che cerca un viaggiatore, ma tutte conducono allo stesso luogo: l’amore”.

L’ultima riga delle favole é un libro di amore. Amore verso sé stessi e amore per l’altro.

Il protagonista affronta un viaggio dai tratti onirici durante il quale impara a trovare serenità ed equilibrio, a conoscersi in modo profondo e a credere nel proprio talento dominando la paura e trasformandola in coraggio. L’amore per l’altro, che si rivelerà essere una nuova scoperta di sé nell’altro, conduce al noi consapevole quando formato da due io consci, adulti e pronti a non avere paura insieme, perché forti dell’amore immortale. L’atto di amore anche nel libro di Gramellini si traduce nel credere, ovvero in un atto di illusione, che per quanto impalpabile é segno di una forza maggiore rispetto alla negazione del credere.

“L’ossigeno che tiene in vita la tua anima é la volontà di realizzare i suoi sogni”, scrive Gramellini, per questo non importa quanto sia reale quello in cui si crede, perché é il crederci che lo porta a realizzarsi.

La forza e la positività trasmessa dalle fiabe, dalla serie televisiva e dal libro é un urlo a piena voce in difesa della magia, dell’amore e della favola in sé che per esistere richiede una sospensione dell’incredulità (Coleridge).

Io credo e mi meraviglio quando da intenti, mondi e luoghi completamente diversi, osservo lo stesso insistere e riflettere sul bisogno di una lotta eroica in difesa del credere, dell’amore e della realizzazione dei sogni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...