La simbologia, il viaggio e la cultura.

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Sei mai stato a Istanbul, Venezia e Firenze in un solo giorno?  Ecco questa é un’anticipazione, tutto c’entra e tutto torna. Parlo di Dan Brown e di Inferno.

Parlo di attimi di riflessione, collegamenti, costruzioni e decostruzioni, parlo di intuizioni.

Inferno é culturale. Le idee dell’autore si possono condividere oppure no, ma quello che rimane leggendo Dan Brown (o come nel mio caso le sue traduzioni) é tutto quello che succede al di là della storia narrata:

quello che non sapevo, quello che non ricordavo e quello che non esiste del mondo.

Creare per Dan Brown sembra molto semplice.

Dei due libri che avevo già letto (ovvero il Codice da Vinci e Angeli e Demoni, di cui peraltro consiglio anche la visione dei film, perché li trovo realizzati molto bene) avevo apprezzato la semiotica e l’arguzia, di Inferno mi rimane la cultura: da Dante, alle descrizioni delle città, all’arte, al Rinascimento fino alla Storia.

Io non mi ricordavo molte cose, non ne sapevo altre e ne ho capite di nuove. Ecco perché questo autore mi affascina.

All’interno della narrazione si trovano piacevolissimi aneddoti, dettagliate descrizioni, mai troppo pesanti, e stupefacenti collegamenti.

E poi si insinua lo stimolo.

Quello che amo della lettura é la sua capacità di trasportare e di far vivere per immedesimazione, facendo andare oltre. Questo libro fa viaggiare, inaspettatamente. Fa venir voglia, per me che ho visitato Venezia e Firenze, di tornare a Venezia, di tornare a Firenze, ma sopratutto, dato che non ci sono mai stata, di andare a Istanbul.

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L’ho letto in fretta, ma non troppo, la prima parte scivola via veloce e ritmata. In alcuni attimi, ammetto, mi é parso un po’ ripetitivo, ma poi mi sono resa conto che leggo un libro che é parecchio lungo e si presta, quindi, a una lettura a più riprese. In questo senso anche le ripetizioni tornano utili per rientrare nel “mood” della narrazione, rievocando l’atmosfera da leggenda a volte un po’ noir, la suspense e le spiegazioni a carattere scientifico/fantascientifico, che integrano il romanzo dotandolo di ancor maggiore fascino e intrigo.

Ci si immerge a piene mani nell’Inferno, si ritorna alle reminiscenze scolastiche sul testo di Dante e si rivaluta in una veste nuova un Autore che ha creato un’opera immortale. Ci si avvia insieme a Langdon, protagonista immancabile dei romanzi di Brown, verso un percorso di riflessione e con lui, come un moderno Dante accompagnato dai suoi “Virgilio” e “Beatrice”, siamo catapultati in quella “Selva Oscura” (metaforicamente creata da uno stato di semi incoscienza di Langdon, che sin dall’inizio accusa la perdita di una parte della memoria), poi progressivamente tutto diventa sempre più intricato per poi snodarsi in un epilogo inaspettato.

Adoro, anche in questo libro, l’uso un po’ “pazzo” che Dan Brown fa della simbologia, utile a creare indovinelli e meccanismi di interpretazione che trasformano ogni suo libro in un labirinto e in un elegante rompicapo dai connotati culturali azzeccati, dove ogni pezzo, come in un puzzle, si adagia perfettamente tra gli altri.

La simbologia é la comunicazione più affascinante.

Intrisa di mistero e cultura é frutto dell’umanità e della sua interpretazione, dei luoghi, dei tempi e del credo umano.

De Saussure, Greimas e Propp sono i pilastri dello studio della semiotica, ovvero di quella disciplina che studia la corrispondenza tra significante e significato, quella connessione tra la realtà e i suoi significati, quell’andare oltre all’apparenza per comprendere il significato sotteso ad una data realtà.

Ecco, Dan Brown, un po’ semiotico e un po’ narratore, affascina e ribalta ogni tua aspettativa, con una conoscenza che, anche se a volte davvero romanzata, sospende il tempo e lo spazio a favore dell’ingegno.

Mi sono chiesta più volte se anche questo libro sarà destinato a diventare un bel film e ho già individuato quali difficoltà potrebbero esserci nella trasposizione, sicuramente la scelta di Tom Hanks nel ruolo di Langdon, a mio avviso, si é rivelata eccezionale sia ne “Il Codice da Vinci” sia in “Angeli e Demoni”, quindi spero che venga mantenuta. (ndr. a quanto pare verrò accontentata!>>News)

Intanto, a chi deciderà di intraprendere “l’infernale” lettura, buon viaggio!

<<“L’argomento centrale del poema di Dante, rammentò Langdon, non riguardava tanto i tormenti dell’inferno quanto la forza dello spirito umano nell’affrontare qualsiasi sfida, anche la più terribile”>> (Dan Brown, Inferno)

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